Carmelo Bene – presenza assenza

liberarsi finalmente di D’IO

 

12/2/2013 – MIO TEMPO

Il tempo è finito, avevamo tempo, ne avevamo corpo.
Avevamo in mano la potenza, la forza, acceleratrice costante per spingere verso il futuro, noi scriventi.
Avevo altri copri, a centinaia in uno
Avevo la gloria dell’urlo nel sangue
Agli occhi.
C’è un tempo per noi scandito dai nostri corpi e c’è un tempo per la mente.
Ho riposto la mia massa inerte al tempo
nelle deformita della mia superficie.
Ho avuto fede,
ho atteso
ho atteso un prosecutore.

 

Trovato,
passato.

 

Non cedo, non abdico
non passo, ginocchio atterrato,
respingo il tempo lento verso il gamma,
devo oltre il visibile,
devo oltre il pre-vedibile.

1/2/2013 – INTERFERENZE #1

(dedicandomi a concentrarmi sulle strategie finisco inevitabilmente per essere intercettato da interferenze, l’interferenza è a prima vista una cosa negativa perché interrompe la continuità, pero’ poi prendi un percorso laterale, non è male trasgredire la fissità lineare di qualcosa, poi, non vorrei ripetermi, ma i fattori alii deviano sempre le traiettorie personali, che questa cosa ci piaccia o meno, quindi è cosi’, non c’è molta scelta)

 

 

interferenza 1

 

ma tu la deframmentazione quante volte a settimana la fai ? Una o due ?

Veramente non so, non sono sicuro che sia importante riprendere il pezzi perduti, ricomporli

si come, è importante, altrimenti la memoria non gira bene, la macchina si rallenta

deframmento ma alla fine che faccio metto insieme i pezzi, mi ritrovo con un un solo grosso frammento, mi serve ?

no ma poi non è un frammento ricomponi il nucleo e quello funziona bene liscio non ti dà problemi

si ma i frammenti se ne possno andare in direzioni che vogliono non è detto che un insieme deve funzionare i pezzi si possono sparpagliare poi si diradano stanno buttati da più parti più lontano

forse è meglio

31/1/2013 – STRATEGIE #1

(preparo strategie)

 

BSG-strategiestamattina ho messo la benzina nella macchina

ho cercato e se avessi trovato del legname lo avrei spaccato poi arso
con le ceneri qualcosa avrei fatto (le ceneri rimangono per ricordare la combustione)

futurism vs. passeism

a casa mi sono alimentato, ho mangiato, ho masticato

poi ho preso tutti questi libri che mi servono a spiare quelli che hanno già fatto e quelli che ne pensano su quelli che hanno già fatto

li ho radunati, li ho accatastati e disposti come una materia

sopra a un tavolo con quattro gambe, pesante

ho pensato lo butto per le scale chi si è visto si è visto
come va va

poi lo trascino per la strada ma le gambe devono lacerare l’asfalto lasciare la scia

fin dove arrivo lo lascio ma a qualcuno devo intralciare

mi ci addormento sopra aspetto che qualcuno mi sveglia perché dice che non puo’ passare che mi devo togliere

se mi sveglio gli dico oh ha detto gillo dorfles che li martoriate a fare sti corpi
lo sappiamo già

 

vedo che mi risponde se mi risponde

31/1/2013 -TEMPOFINITO

Alessia è in questo luogo perchè la sua mano è nel suo braccio, l’occhio nel suo volto, il piè nella
gamba, il capo nel suo busto. Alessia occupa un determinato spazio in un determinato tempo.
Non starà qui per molto. Tempo finito in un universo infinito.

Un secondo dalla mia morte
un minuto dalla mia morte
un’ora dalla mia morte
un giorno dalla mia mort
una settimana dalla mia mor
un mese dalla mia m
un anno dalla mi
un lustro dalla
un decennio da
un secolo d
un millennio …

Allora qual è il senso di tutto? … TROVALO!

Coloro che fondano, i visionari, sfuggono a questo processo…il tempo che passa non li cancella.

Il tempo che ognuno di noi ha è nulla? Come renderlo necessario?

28/1/2013 – THINKING ABOUT AF13

Date: January 28, 2012
Place: Sofia, Bulgaria
Occasion: Thinking about Alto Fragile

 

Thinking…about soon jumping into all that is Alto Fragile, all that is Naples, all that is a new style – made of fragility – of seeing performance.

i CORPI IN STATO DI CREAZIONE

Tensione che si crea fra altezza e fragilità

What is this height?
When are live bodies in a state of creation and when are they not?

La fragilità è Punto di congiunzione tra artista e pubblico.

La fragilità in cui si pone con coraggio l’artista bilancia l‘assenza di conoscenza del pubblico.

How to touch on the barrier, when and if there is one, between the artist and the public without imposing? Without force?
How to allow the members of the public to remain free, independent beings?
How to touch them without knowing them?

(Who are they?
What do they need? What are their limits? What do they offer?)
How to invite?

This encounter is indeed very fragile. I am not sure if the artist has more knowledge. Maybe some do. I do not have more knowledge than the audience!

Copernicus, Einstein, Giordano Bruno, John’s Apocalypse
These are messengers of risky truths.
How to translate their risks and their truths into theater?

 

 

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