presenza

liberarsi finalmente di D’IO

19/1/2013 – (foto)sintesi spazioAtemporale

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non so come accade di sapere, di vedere
d’un tratto è chiaro
che bisogna stare, guardare, lasciarsi apparire

domani è solo una parola, una convenzione
non è questione di fede, ma di visione

è d’un tratto

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qualcUNO che ha imparato a vedere, da lontano
mi ha scritto queste parole:

Memoria di un corpo

Sia che tocchi altezze poetiche incommensurabili sia profondità viscerali,così interiori da diventare incomprensibili, quello che resta impresso nella memoria di un corpo è la percezione/consapevolezza della sua presenza nello spazio; una presenza che inevitabilmente comprende altri corpi in movimento e modella la propria forma insieme a quella dello spazio totale circostante.

Cosa può rendere più o meno libero un osservatore esterno di entrare a far parte del processo creativo? Probabilmente è il processo stesso a doverlo attrarre. Può un corpo umano riuscire a compiere un’azione così potente da far vibrare da dentro un altro corpo che quindi non potrà fare a meno di seguirlo? Per quanto tempo un corpo può essere in grado di sopportare tale forza? L’esperienza di un istante può cambiare la nostra visione?

 

I. M.

non sarà il tempo a risponderle

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IN – FIN IT 0000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000

9/1/2013 – OCCHI SULLA MATERIA

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